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Fuga in Honduras

Si, alla fine ci siamo lasciati! Ieri mattina alle 3.30, un abbraccio al nostro Vischio che continuava a dormire e poi si sarebbe diretto a casa sua.

Gli altri due su un costosino pulmino turistico si sono fatti 6 ore per varcare di nuovo la frontiera, questa volta a oriente, verso lo Honduras. Appena oltre il confine, infatti c’è un altro straordinario sito Maya, il più meridionale di tutta la zona Maya.

La caratteristica principale è che questi qui erano anche dei grandi scultori: geroglifici, bassorilievi, altorilievi, stele scolpite quasi a tutto tondo. Affascinante, come il museo nel quale gli originali sono conservati.

Anche le rovine in quanto tali ci sono particolarmente piAciute perché particolarmente leggibili anche se non troppissimo ricostruite. insomma felici e contenti e, fino a ieri sera, stanchissimi. Ora scriviamo dopo una abbondante colazione con pane e confettura di mele fatti in casa e una signora notte di sonno.

Ci siamo naturalmente (finalmente?) resi conto che ora siamo veramente Al termine, ma ci siamo arrivati contenti e rilassati – pronti a riprendere (persino!) la lettura dell’attualità politica italiana. :-)

Forse riusciremo a “postare” ancora qualcosa, ma non ci giuriamo. Intanto passiamo e chiudiamo. Abbracci

Ad Antigua

Lungo viaggio notturno in bus: abbiamo dormito a sufficienza, anche se a un certo punto abbiamo sentito un po’ freddino,a avevamo i nostri piumini ultraleggeri e ce la siamo cavata!

Antigua è carina, colorata, pulita, assai poco tipicamente guatemalteca, dice Vischio, nel senso che è come una gradevole vetrina per turisti e per abitanti della capitale in trasferta il sabato sera. Essendo questo un sabato, la cittadina era piena di persone vestite in lungo e in abito scuro convenute per una serie di feste e cerimonie. Nella cattedrale (cioè in quello che era il nartece della cattedrale prima che un terremoto del 700 distruggesse il resto) c’era per esempio una specie di matrimonio con tutti in ghingheri, testimoni ecc., solo che davanti era seduta soltanto una ragazza e niente sposo. Ci siamo informati e una maya di passaggio con tanto di infante a tracolla ci ha detto con aria ovvia che erano “i 15 anni”. Abbiamo chiesto chiarimenti a una specie di sacrestano che staccava biglietti per le rovine della cattedrale (la città è piena di rovine di chiese e conventi barocchi non ricostruiti) e ci ha spiegato che si, quando compie i 15 anni una ragazza qui fa questa cerimonia, mah… magari tipo debutto in società???

Subito dopo, nel tentativo di entrare in un museo chiuso ex sede della prima università del Guatemala, abbiamo incontrato un giovane architetto che ha studiato a Roma e che ora dirige il Centro di ricerche della facoltà che via ha invitato a un concerto nello stesso posto per celebrare un anno di lavoro del Centro (recupero e gestione del patrimonio arch): carino e particolare.

Poi cena di arrivederci: abbiamo portato Vischio a mangiare una pizza che non vedeva da nove mesi: un po’ troppo aglio in giro ma più che mangiabile. Stanotte alle quattro Silvia e Mario lasciano il delizioso ostello/guesthouse (v. foto) per andare a fare altra scorpacciata di rovine appena dl là della frontiera honduregna, mentre Vischio veleggerà verso casa sua. Sniff…
Ma stiamo benissimo! Baci.

Giungla e piramidi

Due giorni molto intensi e molto – come dire – “turistici”. Siamo, come gia`detto a Flores, nel cuore del Peten, la regione giunglosa del Nord, piena di siti maya. Data la bassa altitudine, la giungla, la latitudine ecc. ci aspettavamo tanto caldo e umidita`. In realta`un’alta pressione e un “frente frio” hanno creato condizioni eccezionali per noi: ieri prevalentemente bello con qualche goccia, oggi giornata totalmente serena e fresca, con il cielo limpido che consentiva sguardi lunghi e meravigliati dalle cime dei templi sul tetto di alberi della giungla, le colline in fondo, le nubi rade e i laghi che punteggiano il panorama. Si, un po’ stucchevole forse, ma bello assai. Abbiamo anche girato un paio di video dalla cima delle piramidi/tempio, ma non sappiamo se riusciremo a sistemarli e a pubblicarli. Nel caso li vedrete.

E’ anche la prima volta, da quanto Silvia e Mario sono partiti, che abbiamo dormito per due notti di seguito nello stesso letto, il che ci ha consentito di visitare due diversi siti, Tikal e Yaxcha, con tranquillita`. Ma la “pace” finisce tra un paio d’ore, quando ci imbarcheremo su un autobus di lusso (non proprio IL PIU’ lussuoso, ma parecchio: con bagno, aria condizionata, posti prenotati ecc.) per tornare con un lungo viaggio notturno verso Guatemala City. Arriveremo domattina alle 7, prenderemo un taxi (di una certa compagnia “Amarillo” che Vischio conosce e garantisce con tassametro) per andare al terminal delle “camionetas” e di li` verso Antigua, la ex capitale di stile coloniale dove domenica ci separeremo dal nostro ospite/Virgilio.

Ci aspettavamo un sacco di turisti, invece sembra essere una stagione moscia. Ieri a Tikal – massimo complesso monumentale del Paese – gente ce n’era, ma non tanta. Abbiamo potuto camminare per ore tra e sulle rovine, prima con guida e un piccolo gruppo di ispano-parlanti (il nostro gruppetto complessivamente comprende meglio una guida che parla spagnolo che non inglese) e poi da soli, dopo aver consumato dei panini con prosciutto e presunta mozzarella industrial-guatemalteca amorevolmente ed efficacemente preparati da Vischio. Visti da vicino anche: tapiri ( o giu`di li´– frotte di…), scimmie, picchi, tarantole, cinghialetti, coccodrilli, volpi argentate che passeggiavano sulle rovine e “pavoni”, che in realta`sembrano piu`tacchini nobilitati che veri e propri pavoni (Vischio ci spiega che “pavo” in effetti in spagnolo significa semplicemente tacchino).

Oggi max di ricchezza: con auto ed autotista propri fino al sito, un po’ piu`remoto, di Yaxcha. Ancora meno gente (contati: cinque turisti in tre diversi gruppi, un gruppo di sei cooperanti guatemaltechi in gita-premio aziendale – stop) e, come detto, tempo da favola. Siamo rimasti seduti a guardare il panorama in cima a un tempio-piramide almeno un quarto’ora, senza far altro che guardare e sentire di tanto in tanto le scimmie urlatrici sotto di noi. Purtroppo pero`le scimmie urlatrici hanno smesso di farlo quando Mario ha cominciato a riprendere il video. Ma su un’altra piramide (questa un “osservatorio astronomico” le scimmie hanno ripreso e Mario ha fatto un altro video. Vedremo che riusciremo a farne.

Ritorno a Flores e, attesa del bus, merenda/cena in un ristorantino bordo lago a vedere il tramonto, con Mario che non ha resistito a un tuffo in attesa dei “tacos con carne”.

Buona notte amici, fratelli, figli e nipoti.