Vento

Quando ieri abbiamo raccontato che eravamo venuti a rilassarci all’estremo lembo orientale di Creta, uno dei nostri numerosi fratelli ci ha scritto: “Ma allora siete dalle parti di Palekastro: il posto più ventoso dell’Egeo (d’estate). Invidia… :)” [ha una passione per il Kitesurfing].

Ebbene sì, siamo proprio da queste parti, in uno strano posto dove il vento la fa da padrone anche nella stagione più calma, come questa, e ciò nonostante ha un’aria di tranquillo posto per pensionati. La nostra taverna-con-camere a tre scalini dalla spiaggia, ha bizzarramente l’aria di una di quelle pensioncine che hanno fatto la letteratura alta e bassa a cavallo del secolo (l’altro cavallo di secolo…).

Piena di pensionati o prossimi tali, che vengono e rivengono, accolti dalla famiglia dei gestori che parla uno straordinario grammelot, essenziale ed efficace. Guai a non parlare “italiano” con il proprietario, che poi si sposta a un altro tavolo per dire arrivederci ad alcuni habitués tedeschi: “Zueruck in Oktober? – gran manata sulle spalle del tedesco – “Ah, ah, ah, eine Woche arbeit, eine Woche Urlaub, eh? Ah, ah, ah” (*) – manata. La moglie, intanto, festeggia in inglese una coppia al tavolo accanto che è appena arrivata: “How is your doughter?… My family, everything OK“.

Certo, invece delle vecchie signore in crinolina abbiamo vecchie signore in short Decathlon, invece di canuti signori col monocolo, incontriamo canuti bagnanti nudisti con minimo asciugamano che cinge loro i fianchi di ritorno dalla baietta isolata, ma nel complesso l’atmosfera è quella. E tutti vengono qui, a maggio o in Oktober, anche per camminare.

Anche noi, naturalmente, pur “pensionati di primo pelo”, come ci ha incasallati Silvia (forse “primo spelo” sarebbe più adatto?), ci diamo da fare in questo senso.

Questa mattina abbiamo imboccato la prima/ultima sezione del sentiero E4 per risalire la “Dead’s Gorge”, una gola molto diversa dalle altre che abbiamo attraversato, più aspra, più secca, con una vegetazione assai meno clamorosa.

La camminata solitaria di primo mattino è stata però magica, c’eravamo solo noi, le rocce e gli uccelli.

Video 1

Video 2

Invece di arrivare fino al paese, poco prima della cima, abbiamo deviato per un altro sentiero che attraverso altri due canaloni ci ha fatto poi riemergere su un altopiano brullo e di lì ridiscendere nella nostra baia.

Un quattro ore e mezza di camminata non difficile, ma seria, che a un certo punto ci proposto anche un breve tratto di… ferrata :)

Anche nelle gole il vento evocato dal fratello ci ha tenuto compagnia, ma è stato una volta sbucati sull’altopiano a circa 200 metri di altezza, tra le montagne e il mare che egli (il vento) ci ha presi sottobraccio e non ci ha lasciati più.

…più che sottobraccio a un certo punto proprio in poppa, avanzavamo con il gran Pavese spiegato.

Ma riecco il mare…

…con la nostra “pensioncina”, i nostri co-pensionandi e probabili co-pensionati. Un bagno nella baietta appartata (no, il canuto nudista oggi non c’era), mente il vento increspava la piscina naturale della baia e imbiancava il mare appena fuori.

Tra poco si va a mangiare – probabilmente solo insalata, perché ci siamo un po’ stufati di stramangiare alla greca. E poiché il cielo sembra limpido, immaginiamo che avremo anche oggi la stucchevole, cartolinistica compagnia della stessa Luna di ieri.

Che Filippo Tommaso Marinetti ci perdoni.

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(*) “Ritorno a ottobre?”; “Ah, ah, ah, una settimana lavoro, una settimana vacanza, eh? ah, ah, ah”.